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La vitamina B12, alleata del cervello!

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La vitamina B12, o cobalamina, è l’unica vitamina che contiene al suo interno un atomo di cobalto, che stimola la produzione di globuli rossi nel midollo spinale. Siamo abituati a considerare il cobalto come un veleno, ma in questa concentrazione così ridotta è positivo per il nostro corpo.

La sua assunzione facilita anche la sintesi della vitamina A, a testimonianza di quanto la nutrizione umana sia un processo globale e non fatto di compartimenti stagni.
La vitamina B12 non è così facile da reperire negli alimenti, è quindi importante avere un intestino in perfetta salute per assimilarla correttamente. Alcool, fumo, abuso di caffè e troppi zuccheri ne impediscono l’assorbimento.

Vitamina B12: a cosa serve?

Non solo globuli rossi e sintesi di vitamina A. La cobalamina attiva le difese immunitarie e migliora la risposta antiossidante contro gli inquinanti dell’ambiente biologico cellulare, soprattutto a livello celebrale. È quindi un’alleata preziosa per prevenire il Parkinson e l’Alzheimer, perché tiene puliti i neuroni dalle tossine che si accumulano.

Sappiamo che il nostro sistema scheletrico è aiutato dalla vitamina D e dal calcio, ma anche la B12 è importante perché attiva gli osteoblasti, le cellule deputate alla ricrescita delle ossa. Con l’età queste cellule si impigriscono, mentre gli osteoclasti (le cellule che rimuovono il tessuto osseo vecchio) rimangono attive. È quindi importante fare di tutto per attivare gli osteoblasti!

E quando manca?

Stanchezza, basso tono dell’umore e anche disturbi del sonno sono segnali di carenza di vitamina B12. Anche i capogiri, che vengono erroneamente attribuiti a cali di pressione o di zucchero, possono essere invece ascrivibili a scarsa assunzione di cobalamina.
Scarsa prontezza mentale, mancanza di lucidità e irritabilità, magari unite a una fame nervosa: sono tutti segnali da non trascurare.

Dove si trova la B12?

Per un onnivoro non è difficile assumere la giusta quantità di vitamina B12: il fegato ne è ricco. Ma anche il polpo, le cozze, l’aringa, lo sgombro e il salmone affumicato.
I derivati animali, come uova e formaggio, presentano una percentuale inferiore.

La cobalamina non è però presente nei vegetali, e questo può essere un problema per vegani e vegetariani: una soluzione è consumare cibi ricchi di cobalto, come pomodori, barbabietole e radicchio rosso. Altrimenti si deve ricorrere all’integrazione con i cibi fortificati, cioè alimenti a cui è stata forzatamente aggiunta, come alcuni cereali per la colazione.

Ma non si deve pensare che questa esigenza sia propria solo di vegani e vegetariani: con l’età si abbassa la capacità di assimilare B12, e la situazione peggiora in concomitanza con l’uso di farmaci antiacidi e farmaci contro il diabete. L’integrazione è quindi un’esigenza comune.






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